Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Fairtrade ha esordito come movimento contadino con una cooperativa di produttori di caffè in Messico nel 1988. Da allora, Fairtrade è cresciuto e rappresenta 1 milione e 600 mila contadini in 75 paesi nel mondo. Ormai i consumatori possono scegliere tra circa 30.000 prodotti venduti nei supermercati e ora Fairtrade è nel cuore di milioni di contadini, lavoratori e consumatori nel mondo.
Siamo orgogliosi dei nostri risultati. Ma riconosciamo anche che è necessario lavorare di più per rendere il mondo più equo per i contadini e i lavoratori. Le sfide che ci stanno davanti sono chiare. I produttori soffrono ancora per l’imprevedibile fluttuazione dei prezzi nel commercio globale. Inoltre, sono ancora vittime della guerra dei prezzi tra le aziende di distribuzione in Europa e ricevono solo una piccola parte del valore finale dei prodotti che coltivano. Per esempio, su 200 miliardi di euro all’anno che i consumatori spendono per comprare il caffè, soltanto il 10% finirà nelle mani dei contadini.
Il cambiamento climatico mette a rischio i piccoli contadini e le loro comunità. 

Il futuro di Fairtrade

Nei prossimi 10 anni vedo Fairtrade focalizzarsi sempre di più sull’obiettivo più importante: fare in modo che i contadini e i lavoratori migliorino il proprio livello di vita. Per quanto ci riguarda, questo vuol dire fare in modo che l’agenda globale metta al primo posto l’esigenza di remunerare in modo più giusto gli agricoltori.
È per questo motivo che abbiamo aumentato del 20% il prezzo del cacao Fairtrade e abbiamo sviluppato una strategia in direzione di un reddito dignitoso per i contadini.
La nostra ambizione è quella che i contadini che coltivano alcune tra le merci più importanti sul mercato mondiale come caffè, cacao, banane possano guadagnare un reddito dignitoso in base a precisi parametri come le dimensioni dell’impresa agricola, la produttività e altri fattori. Un altro nostro obiettivo è quello di fare in modo che i lavoratori nelle piantagioni di banane, di tè e di fiori guadagnino uno stipendio dignitoso. Per attuarlo, nei prossimi 10 anni dovremo investire in innovazione, tecnologia e supporto ai produttori. Stiamo sviluppando nuovi programmi con i nostri partner commerciali per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità attraverso filiere più forti e benefici crescenti per i contadini e i lavoratori. In quest’ambito abbiamo degli strumenti come la recente Human right due diligence che ci sostiene in ambito legislativo e vogliamo implementare le partnership con le aziende per un impatto più ampio nelle comunità dei contadini.
Dal punto di vista tecnologico, investiremo risorse sulla trasmissione di dati in tempo reale tra i contadini, i compratori e i consumatori in modo che possano decidere in modo più consapevole. Stiamo sviluppando soluzioni per supportare la piena tracciabilità delle filiere, dall’azienda agricola al consumatore.

Fonte: Craving a change in chocolate: how to secure a living income for cocoa farmers, Fairtrade Foundation 2019

Infine, continueremo a investire molto nel supporto al produttore in modo che gli agricoltori possano costruire imprese forti e resilienti. Non possiamo raggiungere da soli questi obiettivi: aziende, governi, organizzazioni non governative, consumatori, contadini e lavoratori giocano un ruolo importante e sono interconnessi tra loro.
Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile lo riconoscono. Sappiamo che Fairtrade è in linea con gli SDG, in particolare nel promuovere produzioni e consumi sostenibili (SDG12), nel ridurre la povertà (SDG1) e la fame (SDG2) e nel promuovere un lavoro dignitoso (SDG8). La buona notizia è che i consumatori vogliono sapere da dove vengono i prodotti che comprano. Perciò acquistate materie prime Fairtrade. Faremo grandi cose insieme nei prossimi 10 anni. 

Dario Soto Abril
CEO Fairtrade International

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